E'
curioso il fatto che, prima che Bram Stoker riesumasse la
tenebrosa figura di Vlad Tepes (o Vlad l'impalatore) e la
collegasse alla storia del conte Dracula e delle sue imprese
in Transilvania, a Trani era stato scritto uno dei primi trattati
sui vampiri.
Autore
fu, nel 1740, Giuseppe Davanzati, arcivescovo della città,
il quale raccontò tutto quello che fa parte delle leggende
di Romania, Valacchia, etc.
Parlò
della sete di sangue dei morti, del palo per spaccare il cuore,
dell'aglio che tiene lontano il non morto o Nosferatu.
Unico
elemento mancante è il nome di Dracula, che si deve esclusivamente
alla fantasia di Stoker.
Da
illuminista, Davanzati bolla queste cronache sui vampiri (pubblicate
dai giornali del suo tempo) come racconti suscitati da pura e superstizione.
Il manoscritto, pubblicato postumo alcuni anni dopo, piacque particolarmente
al Papa Benedetto XIV, che ne fece inviare copia a diverse biblioteche
europee.