Raffaele Bendandi

Terremoto Spagna dell'11 maggio 2011

era stato previsto il giorno, ma non il luogo

Raffaele Bendandi, un geofisico dilettante di Faenza morto più di 30 anni fa, a quanto pare aveva spesso previsto terremoti (a cominciare da quello della Marsica del 1915). Ora, tra i suoi appunti, qualcuno avrebbe trovato l'annotazione di eventi sismici dei giorni nostri: un terremoto forte a Roma per l'11 maggio 2011 ed un altro (a macchia di leopardo in tutt'Europa) per il 6 aprile 2012: stranamente la stessa data del terremoto che ha distrutto L'Aquila due anni fa. La prima "profezia" è risultata errata poiché nella capitale l'11 maggio non è successo niente, ma è singolare che proprio quel giorno una scossa di magnitudo 5.2 ha colpito la città di Lorca in Spagna con il risultato di 8 morti e tanti feriti. Gli scienziati, da sempre scettici sull'argomento Bendandi, hanno giudicato il fatto come pura e semplice coincidenza o frutto del "caso", ma il fatto si può anche leggere in altro modo: Bendandi aveva previsto bene la data, ma aveva sbagliato il luogo. E' da dire che pronostici del genere, con errori di 800 km (in linea d'aria) e di 4 gradi di latitudine tra un posto e l'altro, non potrebbero avere alcuna utilità pratica, ma se qualcuno affinasse il metodo le cose potrebbero cambiare.

 

Il principio di Bendandi

In realtà, nulla si sa di preciso su quello che Raffaele Bendandi effettivamente ha pronosticato negli anni (non è certo neppure che esistano veramente trascrizioni di date negli appunti dello scienziato solitario), ma da quel che sembra Bendandi teorizzò che gli eventi sismici vengono causati da movimenti della crosta terrestre e da particolari posizioni planetarie che possono influenzare la Terra così come le fasi lunari influenzano le maree. In poche parole, si capovolge il principio classico per cui i terremoti nascono dal sottosuolo e dall'interno della Terra. L'ipotesi è originale e merita scuramente di essere valutata e approfondita così come merita attenzione il metodo seguito da Giampaolo Giuliani (un tecnico dell'Istituto Nazionale di Astrofisica) che fece previsioni interessanti prima del terremoto dell'Aquila.

Il metodo Giuliani

Giampaolo Giuliani è il tecnico dell'INAF che previde un terremoto disastroso con epicentro a Sulmona per il 29 marzo di due anni fa. Quel giorno in realtà non successe niente e Giuliani fu denunciato per "procurato allarme". In realtà il tecnico aveva sbagliato, ma solo di pochi giorni: il "terremoto disastroso" ci fu, con epicentro a L'Aquila (in linea d'aria a soli 50 km da Sulmona) il 6 aprile del 2009. L'errore di calcolo relativo al luogo era stato causato - spiegò poi Giuliani - dallo scarso numero di rilevatori allora a sua disposizione: cosa che impediva di circoscrivere e definire con precisione un'area a ruschio. Rilevatori... ma di che cosa?

Rilevatori di gas Radon

Il Radon è un gas radioattivo che si libera nel sottosuolo quando le faglie sono in movimento: il gas in questi casi arriva in superficie in quantità più o meno rilevanti che indicano la maggiore o minore situazione di pericolo e segnalano la consistenza dei movimenti sotterranei. Questo può portare a previsioni precise ma possibili solo poche ore prima (al massimo 24) dell'evento sismico.

Due metodi in conflitto?

Al di la delle apparenze non c'è contraddizione tra la teoria di Bendandi, che vede partire dai pianeti quelle sollecitazioni che determinano i movimenti sotterranei che Giuliani studia mediante le emissioni di radon.

 

 

 

 

 

© testi e grafica di: leonardo d'erasmo